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POLITICA
13 maggio 2009
Ci Presentiamo! Provincia Venezia 2009
Vi invito tutti a presenziare GIOVEDI' 14 MAGGIO ore 11.30 presso l'HOTEL AMBASCIATORI a MESTRE , la presentazione dei candidati socialisti nei collegi della provincia di Venezia e daremo l'avvio alla campagna elettorale.  Sarà presente il candidato Presidente Davide ZOGGIA.

POLITICA
5 marzo 2009
Beppino Englaro prende tessera Socialista
 
BEPPINO ENGLARO PRENDE LA TESSERA SOCIALISTA
 
Notizia ancora ufficiosa ma Beppino Englaro avrebbe deciso di prendere la tessera del Partito Socialista, anche in ragione della militanza di famiglia e della continuità del PS nelle lotte per la difesa della laicità. La tessera verrà recapitata direttamente dal segretario Riccardo Nencini appena sarà completamente ristabilito. Grazie Beppino!



4 marzo 2009
Don Trevisiol un liberal.credente !
Beppino Englaro, esempio migliore di molti cattolici

Il "non credente" Beppino Englaro, il padre di Eluana, l’unico forse che amava sua figlia senza secondi fini (e chi più di lui poteva essere il portavoce della figlia?) ci ha dato un esempio di dignità e serietà superiore a quello di tanti "fondamentalisti cattolici", di tanti ipocriti e opportunisti politici, nonchè di tanta gente disinformata e strumentalizzata al fine di una teorica ideologia paludata dallo slogan "difesa della vita". Ma quale vita?
Ciò che teneva la povera Eluana in quel simulacro di vita non veniva preparato in cucina ma in un casa farmaceutica.

La povera Eluana da oltre 17 anni non mangiava (nel senso di masticare gustare deglutire un cibo) non beveva (nel senso di dissetarsi gustando vino e acqua o una qualsiasi bevanda) non camminava, non vedeva, non parlava, non baciava, non piangeva, non muoveva un dito... Che vita era la sua? Dov’era la sua anima durante quei 17 anni?
Siamo onesti: chiamamo le cose col loro nome. Condannare una creatura a subire ad oltranza quel trattamento dovrebbe chiamarsi sadismo.

Gesù ha guarito i malati e resuscitato i morti, ma non ha mai infierito su alcuno condannandolo alla tortura.

Sac. Luigi Trevisiol, Mestre
POLITICA
15 febbraio 2009
Concordato Stato-Chiesa: audio della puntata
A 80 anni dal concordato tra Stato e Chiesa l'analisi storica e politica del ruolo del Vaticano nella vita italiana e il ruolo della laicità nelle prossime elezioni europee.
POLITICA
13 febbraio 2009
Nasce l'alternativa al PD?
La Lista di SinistraEUROPEE: NENCINI, FRANCESCATO, FAVA, VENDOLA ALLA STRETTA FINALE

12/02/2009

Partito Socialista, Verdi, Sinistra Democratica, Rifondazione per la Sinistra. La riunione tra le quattro forze politiche, svoltasi nella sede del Ps, si è conclusa con la decisione di aggiornare a lunedì 16 alle 18 l'esame del possibile percorso politico comune in vista delle elezioni europee e amministrative del 6 e 7 giugno. "Per la prossima settimana - ha affermato il leader socialista Riccardo Nencini al termine dell'incontro - prenderemo una decisione definitiva sulla linea da adottare. E in questi giorni mi sentirò ancora con Marco Pannella perché ritengo molto importante anche la presenza dei radicali"





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POLITICA
11 febbraio 2009
La Sinistra dopo Eluana...(Vendola version)

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POLITICA
7 febbraio 2009
Video-intervento di Franco Fois (Mestre, 7.2.2009)
POLITICA
26 gennaio 2009
...e Brunetta sostiene Ichino
dal Corsera di oggi:


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POLITICA
23 gennaio 2009
Ichino: i meriti di Brunetta
 GLI ERRORI E IL MERITO DI BRUNETTA

UN’ANALOGIA TRA L’INIZIATIVA DEL NEO-MINISTRO DELLA FUNZIONE PUBBLICA PER L’EFFICIENZA DELLE AMMINISTRAZIONI E QUELLA DI VINCENZO VISCO CONTRO L’EVASIONE FISCALE

(Articolo pubblicato su La Repubblica il 22 luglio 2008)

Pietro Ichino
Non condivido la drastica svalutazione dell’iniziativa del neo-ministro della Funzione pubblica Brunetta contro i difetti di efficienza e produttività del settore pubblico, che Francesco Merlo fa – non senza qualche punta di snobismo – nel suo articolo di domenica.

È vero: nell’iniziativa di Brunetta si possono e si devono denunciare alcuni errori anche gravi: tornerò sul punto tra breve.

Questi errori, però, non possono oscurare un dato importantissimo: Brunetta è il primo ministro della Repubblica ad aver dato piena voce alla preoccupazione e alla protesta degli italiani per i gravissimi difetti di efficienza e produttività di moltissime amministrazioni pubbliche. E lo ha fatto proponendo alcune parole d’ordine molto simili a quelle lanciate su questo terreno dal Partito Democratico in quest’ultima campagna elettorale: trasparenza, misurazione, valutazione, benchmarking comparativo, responsabilizzazione dei dirigenti sul conseguimento degli obiettivi. Il disegno di legge del ministro presenta molte lacune e alcune contraddizioni per quel che riguarda l’attuazione pratica di questi obiettivi generali; ma fin dall’inizio egli si è anche detto aperto ai contributi utili che l’opposizione vorrà e saprà dare per eliminarle.

Certo, alcuni gravi errori iniziali espongono l’iniziativa di Brunetta a un rischio di rapido insabbiamento. Il primo errore consiste nell’aver privilegiato l’urgenza del messaggio all’opinione pubblica e l’“effetto annuncio” rispetto all’esigenza di una messa a punto tecnicamente ineccepibile delle prime misure adottate. Per esempio, è stata affrettatamente emanata una serie di misure contro l’assenteismo abusivo, alcune delle quali sono materialmente inattuabili (l’obbligo di certificato di malattia rilasciato da presidi sanitari pubblici, che lo faranno attendere per settimane; la visita ispettiva fin dal primo giorno per tutti i casi di assenza): col risultato che si allargherà, invece di ridursi, il fenomeno della disapplicazione della legge. È un errore anche aver focalizzato prioritariamente l’attenzione sul problema dei fannulloni (o “furbacchioni”, come Brunetta li chiama), cioè dei pochi che si sottraggono al proprio dovere dolosamente, invece che su quello dei nullafacenti, categoria comprendente anche i moltissimi che sono posti dalla struttura stessa cui appartengono in condizione di essere gravemente improduttivi. Un errore di comunicazione è infine l’aver posto l’accento sulle misure punitive e sui tagli e non sull’obiettivo di aumentare il trattamento dei dipendenti pubblici che tengono in piedi gli uffici facendo fino in fondo il proprio dovere e lavorando anche per chi non lavora.

Ma tutti questi errori messi insieme non bastano a far considerare peggiore l’attivismo di Brunetta rispetto all’inerzia o inconcludenza dei suoi predecessori. La verità è che l’iniziativa di Brunetta contro le inefficienze e le illegalità nel settore pubblico è almeno altrettanto ambiziosa quanto lo è stata quella di Vincenzo Visco contro l’evasione fiscale. E corre lo stesso rischio politico: quando la violazione della legge è molto diffusa, il politico che si proponga di ridurla drasticamente si trova a dover fare ricorso ad asprezze normative e sanzionatorie che, per colpire i disonesti, finiscono per vessare gli onesti. Così l’iniziativa rischia di essere travolta dall’impopolarità.

Il cammino che può condurre a un aumento apprezzabile del “tasso di legalità”, in situazioni di illegalità diffusa, si svolge sempre lungo un crinale molto stretto fra due precipizi: a sinistra l’errore di un eccesso regolatorio e sanzionatorio; a destra l’errore opposto della condiscendenza nei confronti dell’illegalità. In un governo quale il nostro attuale, che tende a peccare più in quest’ultimo senso, il ministro della Funzione pubblica ha invece adottato la linea del pugno di ferro. In qualche misura, è una scelta obbligata - ancorché politicamente rischiosa - per qualsiasi ministro che intenda intervenire efficacemente sui mali delle amministrazioni pubbliche; per questo l’iniziativa di Brunetta, pur con tutti i suoi difetti, merita rispetto. L’opposizione non deve cedere alla tentazione di limitarsi a cavalcare il malcontento dei dipendenti pubblici: il suo compito principale è di prendere in parola ministro e governo, sfidandoli a realizzare per davvero gli obiettivi enunciati.

Anche perché questi non sono obiettivi né di destra né di sinistra: attuarli è un dovere costituzionale essenziale per qualsiasi governo della Repubblica.


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POLITICA
20 gennaio 2009
Caldarola riconosce Craxi...
 da: http://iltempo.ilsole24ore.com/2009...ino_craxi.shtml

Un innovatore chiamato Bettino Craxi
Di Peppino Caldarola

Nove anni fa moriva Bettino Craxi lasciando un vuoto e una ferita nella sinistra italiana. Morì lontano dalla patria, dove l'aveva portato la persecuzione giudiziaria che aveva fatto di lui il mostro simbolico del malaffare italiano, morì senza che la classe politica del tempo avesse il coraggio di trovare una soluzione dignitosa per un rientro in Italia che forse gli avrebbe garantito quelle cure che potevano salvargli la vita.

Con Craxi muore il partito socialista italiano, all'ultima stazione di una storia grandiosa. Muore il Psi che si è definitivamente affrancato dal cugino comunista e che assiste senza trionfalismi allo sfacelo dell'ideologia che ha dominato la sinistra mondiale per mezzo secolo, muore il Psi che contende alla Dc la guida del Paese. Il doppio miracolo, l'emancipazione definitiva dal Pci prima del crollo del muro di Berlino e la competizione con una Dc devastata dall'assassinio di Aldo Moro, è merito di una persona sola: Bettino Craxi. Per molti anni le celebrazioni di Craxi sono state affidate alla cura dei parenti e degli amici più cari. Tuttora vi sono settori della sinistra che mal sopportano un giudizio equanime sulla sua opera e vi sono alleati della sinistra, come il partito di Di Pietro, che si gonfiano come pavoni nel disprezzo del leader socialista. Eppure Craxi ha rappresentato una delle grandi personalità di questo Paese e nella sinistra italiana probabilmente è stato il leader che ha avuto più frecce nel proprio arco.
 

La quantità di intuizioni che dobbiamo a Bettino Craxi appare oggi impressionante. In primo luogo con Craxi nasce per la prima volta un partito socialista riformista che è parte integrante della cultura socialdemocratica europea "senza se e senza ma". L'avvento di Craxi è l'avvento di una stagione del socialismo libertario e liberale che sdogana gli uomini del dissenso dell'Est europeo, che offre solidarietà alle vittime cilene di Pinochet e che stringe amicizia con un Arafat che cerca di sganciarsi dal terrorismo (ma che non volle farlo fino in fondo).

L'emancipazione del socialismo di Craxi dal comunismo è totale e persino più profonda delle svolte di Nenni e Saragat. Craxi prende di petto il Pci e gli pone il problema del legame internazionale e dei connotati ideologici. Lo sfida al cambiamento e gli offre, nel momento della crisi finale dell'ultima stagione di Gorbaciov, l'opportunità di un'unità socialista. Malgrado il Pci lo combattesse aspramente e lo descrivesse come l'uomo più pericoloso del Paese, Craxi fu generoso con gli eredi di Berlinguer e favorì il loro ingresso nell'Internazionale socialista. Al tempo stesso Craxi capisce che il sistema bipolare anomalo fondato su una Dc condannata a governare e un Pci condannato ad essere il più forte oppositore non ha più ragione di essere e cerca di dar vita a una socialdemocrazia che soppianti i due partiti maggiori e fondi un nuovo sistema politico. Questa visione si accompagna alla modernizzazione dell'economia che lo portò alla battaglia della scala mobile e all'idea di una modernizzazione del sistema istituzionale che lo portò alla Grande Riforma. Fu sua, prima di Berlusconi, l'intuizione di sdoganare quel Msi che, con l'omaggio di Almirante ai funerali di Berlinguer, aveva provato di volersi inserire in via definitiva nel gioco democratico.

Oggi a sinistra molti gli riconoscono il coraggio istituzionale ma negano le altre intuizioni. È una lettura sbagliata del craxismo. Craxi è stato l'ultimo grande innovatore della Prima Repubblica. Il suo testamento finale, quel discorso parlamentare dedicato a Mani Pulite, lo vede proteso a chiedere ai partiti uno scatto di autocritica e di orgoglio che avrebbe risparmiato all'Italia tante false rivoluzioni e tante sofferenze. Paradossalmente più si allontana la data della morte, più si affievolisce la polemica attorno alla sua figura, più ci si accorge come sarebbe stata utile la sua presenza oggi. Non spetta a me dire se Craxi sarebbe andato con Berlusconi o no. Se ho capito qualcosa di lui, ho capito che non avrebbe mai rinunciato all'obiettivo centrale della sua vita, quello di dare al Paese una forza socialista moderna, un partito con molti punti di contatto con il Partito democratico americano ma un partito del socialismo europeo. Questo è l'appuntamento che hanno mancato coloro che hanno guidato la sinistra dopo Craxi. Lo stesso fallimento del Pd nasce dalla liquidazione arbitraria e violenta dell'esperienza socialista italiana. Ecco perché Craxi non ha lasciato eredi.

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POLITICA
19 gennaio 2009
Craxi secondo Zeffiro
POLITICA
17 gennaio 2009
Foa, il Socialista
 
SCIENZA
10 gennaio 2009
Margherita Senza Dio
POLITICA
10 dicembre 2008
7 Assemblea Congressuale Associazione VenetoRadicale
“Da Piero Welby a Paolo Ravasin per la libertà di scelta”

7 Assemblea Congressuale Associazione VenetoRadicale

Domenica 21 Dicembre 2008 Ore 14
Mestre Hotel Plaza Viale Stazione 36 (davanti stazione fs)

Partecipa:

Michele De Lucia Tesoriere di Radicali Italiani

Il 2008 innegabilmente è stato un anno pieno di difficoltà per l’Associazione VenetoRadicale, ma nonostante questo siamo riusciti ad essere una presenza attiva che in alcuni casi ha saputo farsi centro importante di iniziativa politica. Proprio per  evidenziare quello che è stato la centralità del nostro impegno, nella continuità dellla azione politca radicale, per la prima volta abbiamo deciso di dare un titolo all’assemblea congressuale dell’associazione.
In particolare questo essere al centro dell'iniziativa è stato possibile grazie alla battaglia portata avanti con Paolo Ravasin, in continuità con quella di Piero Welby, sulla libertà di scelta e per una legge sul testamento biologico che abbia come fondamento il rispetto della volontà del malato. Una battaglia quella di Paolo che grazie alla sua forza ha avuto eco nazionale, che localmente ha dato la possibilità a molte persone di esprimersi e far emergere come la sua sia una visione della problematica di fine vita ampiamente condivisa. Paolo è stato il primo a decidere di registrare in audio/video, grazie a radio radicale, il suo testamento biologico, rendendo così chiaro e dimostrabile il suo pensiero. Proprio per rendere ancora più documentabile la sua battaglia stiamo preparando per il congresso del 21 dicembre un DVD contenente la registrazione delle sue dichiarazioni e gli articoli di giornale che hanno trattato la sua vicenda.
Paolo Ravasin è stato anche capolista della lista “Treviso Più Europa” che Giampaolo Sbarra, e noi con lui, ha presentato alle comunali di Treviso. Una lista che nelle intenzioni di Giampalo voleva essere una proposta nuova, aperta al futuro, per una città che rischia sempre più di chiudersi dentro le proprie mura. Non era, lo sapevamo, una impresa facile e il risultato lo ha dimostrato. Ma l’impegno di Giampaolo e nostro è stato massimo per cercare di aprire nuovi spazi di dibattito sui temi delle riforme e delle innovazioni necessarie a Treviso come nel resto del paese. Anche Marco Pannella ha voluto onorare il nostro impegno ed essere al fianco di Sbarra, tenendo a pochi giorni dal voto un comizio elettorale in piazza dei signori .
L'associazione ha cercato di essere attiva sul fronte dei diritti delle coppie omosessuali. A maggio ha tenuta a Mestre alla presenza di Clara Comelli, presidente dell’associazione radicale Certi Diritti, e Francesco Bilotta, docente di Diritto privato all'Università di Udine, la prima conferenza stampa nazionale di presentazione dell’inziativa di affermazione civile per ottenere che persone dello stesso sesso possano sposarsi. L’iniziativa, a carattare prettamente legale lanciata dall’associazione Certi Diritti, parte dalla constatazione di come nella giurisprudenza italiana non vi sia alcuna norma che dichiari espressamente che persone dello stesso sesso non si possano sposare. Grazie anche all’eco ottenuto dalla conferenza stampa una coppia veneziana ha aderito all’iniziativa, andandosi ad aggiungere alle altre che in Italia stanno consentendo di portare avanti questa campagna volta a eliminare una forma di discriminazione e, soprattuto, a normare una materia di cui molti parlano, ma per la quale non agiscono.
Un’altra inziativa importante per sviluppare il grado di conoscenza e conseguentemente la possibiltà di scelte consapevoli che ci ha visto protagonisti, è stata il covegno tenutosi a Venezia “Scegliere: Scienza, Etica e Laicità”, al quale hanno partecipato personalità come il sindaco Massimo Cacciari, l'on. Valdo Spini, il biologo Giuseppe Testa, il prof. Carlo Flamigni, la dott.ssa Mirella Parachini ed il filosofo Giulio Giorello. Un convegno che per il suo modo chiaro e non banale di affrontare i temi, ha saputo mantere viva l'attenzione e il coinvolgimento di un’auditorium universitario gremito come a Venezia non si ricordava da tempo. Con la stessa volontà di creare occasioni di dibattito chiaro, e soprattuto libero da preconcetti, stiamo lavorando assieme ad altri gruppi per organizzare un’incontro sul tema del mondo lavoro e del suo futuro in cui mettere a confronto importanti personaggi del mondo politico e sindacale nazionale per affrontare a questioni non ulteriormente rinviabili.   
In quest’ultimo periodo siamo anche attivi per portare avanti la campagna per l’istituzione presso tutti gli organismi di governo di un'anagrafe degli eletti. Strumento di trasparenza attraverso il quale rendere facilmente conoscibile ai cittadini il reale operato dei loro eletti, o nominati, nell’amministrazione pubblica. Anche questa è una battaglia tutt’altro che facile la quale richiederà tempo e grande impegno. Infatti pur non essendo certo difficile trovare dichiarazioni pubbliche di rappresentanti politici, o articoli sugli statuti di partiti ed amministrazioni, assolutamente favorevoli alla trasparenza e alla promozione di strumenti che incrementino il rapporto diretto con la cittadinanza, quando tali pronunciamenti devono diventare qualcosa di più di dichiarazioni di principio, quando cioè si chiede di definire i modi per passare dalle parole ai fatti i problemi diventano insormontabili.
Questi sono stati gli impegni dell'associazione durante l’anno, queste sono state le iniziative che fra mille difficoltà, dovute soprattutto alla mancanza di mezzi, abbiamo cercato di portare avanti al meglio. Queste, assieme ad altre, sono le battaglie che riteniamo importanti, quelle che vorremmo poter continuare a portare avanti anche l’anno prossimo. Per farlo ci serve l’aiuto di tutti, di tutti quelli che pensano non sia possibile restare a guardare, che rintengono valga la pena attivarsi per portare avanti lotte per garantire a tutti maggiori diritti e libertà di scelta.
Per discutere e confrontarci su questi e altri temi, per decidere del futuro dell'associazione, ti aspettiamo assieme a Michele De Lucia, tesoriere di Radicali Italiani, domenica 21 a Mestre alla 14 presso l’hotel Plaza. Naturalmente come nella tradizione radicale l’assemblea è aperta a tutti.

Raffaele Ferraro
Segretario Associazione VenetoRadicale
www.venetoradicale.it
POLITICA
14 novembre 2008
Il paese si spacca su Eluana. Siete proprio sicuri?

Ascoltando notizie e commenti sulla vicenda di Eluana Engalaro una affermazione sembra accomunare tutti: l'opinione pubblica è divisa e lacerata.

Strano, perchè a vedere tutti i sondaggi e i commenti dei cittadini che compongono l'opinione pubblica non si direbbe. Sembra invece vero l'esatto contrario, la maggioranza assoluta condivide la scelta dei genitori di Eluana. Analogamente concorda con la necessità di un testamento biologico che sia vincolante. Anche i sondaggi presentati ieri sera da Renato Mannheimer ad un nervoso Bruno Vespa lo hanno confermato.

Ma allora dove sta questa questa lacerazione tanta enfatizzata? Mi pare che gli unici lacerati, nel senso di separati dall'opinione pubblica, siano i politici dello stato italiano e dello stato vaticano.

Franco Fois

POLITICA
13 novembre 2008
Per la Provincia di Venezia la trasparenza è solo una parola
Davvero sconcertante il comportamento assunto dal consiglio provinciale di Venezia sulla proposta di istituzione dell'anagrafe pubblica degli eletti. Ancora una volta una certa classe politica si dimostra incapace di far seguire alle proprie parole fatti concreti.
Nello statuto della provincia di Venezia l'articolo 25 (diritti d'accesso e d'informazione dei cittadini) al punto 1 recita: "la provincia garantisce il diritto all'informazione sulla sua attività, programmi e progetti mediante adeguati strumenti di comunicazione". E al punto 3 lettera a: "individua i mezzi e le modalità per assicurare l'accesso ai documenti amministrativi anche con mezzi informatici".
La Provincia di Venezia ha istituito la provincia etica che come dichiara il Presidente Davide Zoggia (PD) vuole essere uno strumento per: "abbattere, attraverso la correttezza e la qualità del nostro dialogo con i cittadini, le barriere fra amministratori e amministrati". Viene adottato un codice etico che definsce il comportamento degli eletti verso gli elettori, e all'artico 19 si proclama: "L'eletta/o [...] Incoraggia e sviluppa ogni provvedimento che favorisca la trasparenza delle sue competenze, dell'esercizio delle sue competenze e del funzionamento dei servizi di cui ha la responsabiltà [...] Si impegna a promuovere comportamenti [...] ispirati ai principi di trasparenza, favorendo quindi l'accesso alle informazioni da parte delle/dei cittadine/i".
Appare dunque evidente come l'anagrafe pubblica degli eletti sia lo strumento ideale per dare concretezza a tali dichiarazioni chiare ed impegnative.
Di questo avviso è certamente la consigliera provinciale del PD con delega alla provincia etica che convintamente decide di sostenere la proposta appena le viene presentata. Immediatamente si attiva e, preparata la delibera, la presenta in conferenza dei capigruppo certa di ottenere la sua approvazione e poter poi andare davanti al consiglio provinciale con una strada già spianata verso una rapida approvazione definitiva.
Giovedì 6 novembre 2008 la conferenza dei capigruppo udita la relazione vota: progetto respinto.
Naturalmente l'impegno non si ferma, continueremo a cercare strade per conquistare strumenti di trasparenza che possano finalmente dare ai cittadini la conoscenza sull'operato dei proprio eletti. Trasparenza che al momento per la Provincia di Venezia è solo una parola da scrivere sulla carta.
Franco Fois - Ass.VenetoRadicale
POLITICA
29 ottobre 2008
Giulia Innocenzi, candidata radicale alla carica di segretario dei Giovani PD

POLITICA
14 ottobre 2008
Il futuro della ricerca e delle libertà discelta

POLITICA
10 ottobre 2008
Anagrafe pubblica degli eletti: Lettera al Sindaco Cacciari
Testo della lettera inviata al Sindaco di Venezia Massimo Cacciari. Analogo testo è stato inviato anche ai membri di giunta e al Presidente del consiglio comunale.  

Egregio Sindaco,
scrivo per portare alla sua attenzione, nella speranza voglia appogiarla, l'iniziatiava per una maggiore trasparenza politica che va sotto il nome di "Anagrafe Pubblica Degli Eletti".
Pochi giorni fa in una conferenza stampa che ha visto partecipare rappresentanti di varie forze politiche, tra cui Paolo Fontanelli responsabile nazionale enti locali del PD,  Radicali Italiani ha presentato la campagna per ottenere che le amministrazioni, di ogni livello, realizzino un'anagrafe degli eletti da rendere pubblica sul proprio sito intert istituzionale.  
Una iniziativa per realizzare uno strumento che consenta ai cittadini di conoscere e valutare tutti gli eletti sulla base dei loro comportamenti e senza il filtro delle burocrazie dei partiti, assicurando trasparenza ed effettiva possibilità di partecipazione. Uno mezzo per garantire il fondamentale principio del "conoscere per deliberare", per consentire di passare dalla "percezione" della politica alla sua conoscenza.
la messa in rete dell'operato di circa un milione di eletti, tra deputati, senatori, consiglieri e nominati, assicurerebbe all'Italia un elemento che finora ha connotato solamente le grandi democrazie anglosassoni, la disponibilità di tutte le informazioni indispensabili a garantire al cittadino elettore un voto consapevole.
La realizzazione di quanto proponiamo non ha bisogno necessariamente di modifiche normative (in allegato una proposta di delibera comunale), ma occorre un'opera di forte sensibilizzazione su questo, con l'adozione di deliberazioni di tipo diverso a seconda del livello Istituzionale. Per questo come Radicali Italiani ci stiamo muovendo con azioni diversificate su tutto il territorio nazionale.
Questa campagna, per sua natura trasversale, vuole accrescere anche il piacere della partecipazione alla politica, quella con la "P" maiuscola, restituirle la sua nobiltà, in alternativa alla sterile demagogia, senza speranza, dell'antipolitica, del "tanto sono tutti uguali".
A oggi sono già arrivate diverse adesioni all'iniziativa, tra le più significative quella della Regione Piemonte con l'impegno della Presidente Mercedes Bresso e del Comune di Roma con l'interessamento diretto del Sindaco Gianni Alemanno.
Spero quindi, egregio Sindaco, che anche lei voglia valutare con attenzione questa iniziativa e magari compiere un'atto per portarla all'attenzione dell'amministrazione del Comune di Venezia.
 
Sperando in un suo riscontro e restando a disposizione per eventuali approfondimenti, porgo distinti saluti.
 
Franco Fois - Membro Comitato Nazionale Radicali Italiani
Tel. 3474192117


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POLITICA
30 settembre 2008
Apre "Pandora TV"



Vi invito ad un incontro il prossimo 11 Ottobre  alle 18.00 presso il Centro servizi della Provincia di Venezia a Mestre in via Forte Marghera 191- per la presentazione di

Pandora-TV
www.pandoratv.it

http://www.pandoratv.it/index.php
                                            
sarà presente il promotore Giulietto Chiesa


"Noi siamo convinti che, in tempi di crisi come quelli che stiamo vivendo, la cosa più importante sia capire cosa sta accadendo e perché accade. "( G.Chiesa)



Per info:

Laura DI Lucia Coletti _ laura.coletti@provincia.venezia.it 3293898537

Pandora vuole diventare uno spazio di informazione indipendente in onda sulla TV satellitare, su reti regionali e sul web.

Pandora nasce dall'impegno di professionisti della comunicazione che si battono da sempre per la libera informazione, ma Pandora è aperta alla collaborazione di tutte le persone che hanno qualcosa da raccontare.

Pandora è il punto di partenza e di arrivo di una rete di contatti che attraversano l'Italia e che si collegano con molti angoli del mondo.

Pandora non è il megafono di qualcuno o per qualcuno, Pandora vuole dare voce a chi non ce l'ha.

Per questo Pandora può vivere solo grazie al sostegno di tutte le persone che si riconoscono nel progetto.

Pandora vuole proporsi come esempio autentico di televisione di servizio pubblico, cioè una televisione che risponde ad un unico editore: i suoi telespettatori, a partire da tutti quelli che hanno deciso di sottoscrivere un "abbonamento volontario", non solo per se stessi, ma anche per tanti altri che nemmeno conoscono.

Non appena saranno raccolte le risorse necessarie per realizzare la prima stagione, Pandora metterà in cantiere un programma televisivo settimanale di circa 90 minuti e un notiziario quotidiano sul web e sul satellite.

Per tutto questo, ti chiediamo di partecipare al progetto Pandora inviandoci la tua adesione: così potremo sapere quanti siamo e tenerti sempre al corrente della strada fatta e delle prossime tappe. E ti chiediamo di parlare di Pandora con tutte le persone che possono essere interessate: non abbiamo risorse per grandi campagne pubblicitarie, la nostra forza si basa solo sul passaparola. E soprattutto ti chiediamo un aiuto concreto: anche il tuo contributo può fare la differenza. E far diventare Pandora una voce diversa a "portata di telecomando"...

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500.000 euro è la cifra di cui abbiamo bisogno per realizzare una prima stagione di puntate settimanali e un notiziario quotidiano sul web
e sul satellite.

E' una cifra consistente, ma purtroppo è consistente anche l'impegno economico necessario a realizzare il format con uno standard professionale elevato, l'unico in grado di rendere autorevole la nostra voce.

Se hai deciso di condividere con noi questa avventura, ti chiediamo di versare la quota di 100 ? oppure la quota "grande sostenitore"
di 250 ?.

Grazie per il tuo impegno e per il tuo sostegno.

L'Associazione Canale Zero e il gruppo di lavoro di Pandora.


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